Area di intervento · Nettuno e online
Dipendenze
Quando un'abitudine smette di essere una scelta
Ti riconosci?
- Hai provato a smettere più volte e ogni volta sei tornato indietro
- Nascondi agli altri quanto, quando o quanto spesso
- Ci pensi anche mentre fai altro, e il resto perde interesse
- Le persone intorno a te se ne sono accorte prima di te
Nessuno sceglie di diventare dipendente: si comincia perché qualcosa funziona. Calma l'ansia, spegne un pensiero, riempie un vuoto, rende sopportabile una serata. Il problema arriva quando quel rimedio diventa l'unico, e poi diventa il problema principale.
La ricaduta fa parte del percorso e non è un fallimento morale: è un'informazione su cosa non ha ancora una alternativa.
Vale per le sostanze e per l'alcol, ma anche per il gioco d'azzardo e per gli schermi, che oggi portano in studio soprattutto adolescenti e giovani adulti.
Come lavoro
Si parte da una domanda concreta: a che cosa serve. Individuata la funzione, si lavora su alternative che reggano davvero, sulle situazioni ad alto rischio e sul dialogo interno che precede il momento in cui si cede.
Non c'è giudizio nella stanza, e non c'è nemmeno finzione: quando la dipendenza ha una componente fisica o richiede un servizio specialistico, come un SerD o un centro dedicato, lo dico chiaramente e aiuto a costruire il percorso giusto.
Come si svolge il percorso
- 1Un primo colloquio per fotografare la situazione senza minimizzarla né drammatizzarla.
- 2Obiettivi realistici, concordati insieme, verificati nel tempo.
- 3Il lavoro sulle situazioni a rischio e sulle alternative concrete.
- 4Il coinvolgimento della famiglia o di altri servizi, quando è utile e concordato.
Domande frequenti
Devo per forza smettere del tutto per iniziare?
No. Chiedere aiuto è già l'inizio: gli obiettivi si definiscono insieme, e per molte persone il primo passo è capire cosa succede prima di decidere cosa fare.
Se ricado, il percorso è fallito?
No. La ricaduta è frequente e viene messa in conto: in seduta diventa materiale di lavoro, non motivo di vergogna.
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